BONUS RICERCA E SVILUPPO: ecco le regole per il riversamento

riversamentoIl cd Decreto Fiscale ha previsto un riversamento spontaneo del Credito d’imposta R&S 2015 – 2019 utilizzato indebitamente al 22 ottobre 2021 (data di entrata in vigore del Decreto) senza applicare sanzioni o interessi.

L’istituto mira a “deflazionare ipotesi di contenzioso connesse alla misura in questione e favorire il recupero spontaneo di agevolazioni fruite in ragione di errori scusabili del contribuente, derivanti dal complesso quadro di regolamentazione e prassi che ha caratterizzato l’agevolazione”.

L’Agenzia delle Entrate ha aperto una consultazione pubblica che stabilisce infatti le modalità di accesso per il riversamento spontaneo: tutti gli interessati devono inviare una richiesta all’Agenzia delle entrate entro il 30 settembre 2022, rendendo noti il periodo maturato d’imposta di credito oggetto del riversamenti spontaneo e tutti gli altri elementi relativi ad attività e spese ammissibili.

Le condizioni per riversare il credito maturato sono le seguenti:

  • Attività non classificabili come ricerca e sviluppo nell’accezione rilevante ai fini della disciplina agevolata;
  • Attività non accessibili al credito d’imposta;
  • Spese determinate in violazione di principi di pertinenza e congruità;
  • Erronea determinazione della media storica di riferimento;

La procedura è riservata ai contribuenti che intendono riversare il credito maturato a decorrere da quello successivo al 31 dicembre 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2019, utilizzato indebitamente in compensazione alla data 22 ottobre 2021.

Come viene detto nella documentazione propedeutica alla conversione in legge del decreto fiscale, è necessario “prendere atto delle difficoltà tecniche e delle incertezze che hanno caratterizzato la disciplina agevolativa in parola. Infatti, l’estremo tecnicismo che caratterizza la materia ha richiesto ripetuti interventi di prassi a opera dell’Agenzia delle entrate e del Ministero dello sviluppo economico che, in alcuni casi, sono intervenuti in epoca successiva alla fruizione del beneficio da parte delle imprese. Al riguardo, particolare rilievo hanno assunto i chiarimenti dettati dall’Agenzia delle entrate e dal Ministero dello sviluppo economico in diversi recenti interventi di prassi (si veda, per la prassi dell’Agenzia delle entrate, la risoluzione n.46 del 2018, la risoluzione n.40 del 2019 e la circolare n.8 del 2019), nonché gli interventi normativi succedutisi nel corso degli ultimi anni.”

L’importo del credito deve essere riversato entro il 16 dicembre 2022, può essere effettuato in tre rate di pari importo di cui la prima deve avvenire entro il 16 dicembre 2022, la seconda entro il 16 dicembre 2023 e la terza entro il 16 dicembre  2024.

L’accesso alla procedura è in ogni caso escluso in cui il credito d’imposta utilizzato in compensazione sia il risultato di condotta fraudolenta.

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