BUROCRAZIA ITALIANA: le nostre imprese perdono 57 miliardi ogni anno

Tra gli ultimi in europaChe la situazione burocratica in Italia fosse in cattivo stato è da tempo cosa nota. Ma l’Ufficio studi della Cgia ha ricostruito la nostra dimensione economica attraverso analisi elaborate da Deloitte e l’istituto Ambrosetti, quantificando il danno provocato agli imprenditori italiani dalla stretta di adempimenti, permessi e pratiche burocratiche.

Il risultato? 57 miliardi di euro persi ogni anno.

«I tempi, i costi e la farraginosità della cattiva burocrazia italiana costituiscono un problema che caratterizza negativamente il nostro Paese, all’interno del quale sono presenti forti differenziazioni tra Nord e Sud, nonché tra regioni a statuto ordinario e regioni a statuto speciale. Nel Mezzogiorno, dove la nostra Pubblica Amministrazione è meno efficiente, la situazione è maggiormente critica», dice la Cgia.

Non è infatti un caso che molti investitori stranieri rifiutino apertamente di trasferirsi in Italia, proprio per tutti questi muri burocratici che rendono la vita degli imprenditori insostenibile. Inoltre l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) segnala che la produttività delle imprese italiane aumenta notevolmente lì dove l’amministrazione pubblica è più efficiente. Di contro dove quest’ultima arranca, principalmente al sud, portando strascichi negativi anche in tutto il tessuto economico. Senza contare che l’inefficienza del settore pubblico provoca maggiori costi economici alle piccole imprese, rispetto alle grandi, affossando ancor di più il tessuto della micro e piccola imprenditoria.

Il confronto con gli altri paesi europei è impietoso: dal 2008 al 2018 (ultimi dati del World Economic Forum) ci piazziamo al 24° posto su 27 paesi dell’UE, meglio solo di Romania, Bulgaria e Grecia. Mentre nel ranking mondiale ci posizioniamo al 136° posto, perdendo sei posizioni rispetto al decennio precedente.

Sempre secondo l’indagine, solo il 35% dei cittadini italiani considera “abbastanza buona” la nostra pubblica amministrazione, mentre in Spagna sale al 43%, in Francia al 50%, in Germania al 63% e nei Paesi Bassi all’89%. La media europea si attesta al 52%, relegandoci automaticamente nella parte più bassa della graduatoria, come fanalino di coda per efficienza della burocrazia.

L’Italia ha comunque recuperato 5 punti percentuali nel 2019 (quindi preCovid), unica consolazione in un quadro tutt’altro che roseo.

Per ulteriori dettagli clicca qui o scrivici ad Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Inoltre puoi trovarci su Linkedin Facebook!

Articoli correlati