Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo: facciamo chiarezza tra le soluzioni agevolative

differenze ricerca e sviluppo shrinkIl Ministero dello Sviluppo Economico ha effettuato, nel corso degli ultimi anni, delle importanti revisioni agli incentivi a supporto degli investimenti relativi al Piano Impresa 4.0. Tra questi troviamo anche una profonda modifica al credito d’imposta per Ricerca & Sviluppo che nel 2020 si aggiorna in “Credito d’imposta per investimenti in Ricerca, Innovazione tecnologica e altre Attività innovative per la competitività delle imprese”. Ma a conti fatti quali sono le differenze tra i due strumenti agevolativi?

Credito d’imposta Ricerca & Sviluppo (2015-2019)

Nel primo caso, ovvero per il credito d’imposta Ricerca & Sviluppo (legge 190 del 2014), prevede il recupero delle spese sostenute per la realizzazione di un nuovo prodotto, processo o servizio “migliorato” nel lasso di tempo che intercorre tra 2016 e il 2019. Le spese che hanno diritto al credito sono:

  • costi del personale dipendente o collaboratore
  • strumenti ed attrezzature di laboratorio
  • costi relativi a contratti di ricerca stipulati con Università, enti di ricerca ed organismi equiparati
  • costi con altre imprese e con professionisti
  • costi di competenze tecniche e privative industriali

Questa misura, ancora valida in maniera retroattiva (solo per esercizi 17-18-19) per le aziende che hanno svolto delle spese in quel periodo, permette un credito riconosciuto fino al 50% in relazione ai costi elegibili nel 2017 – 2018 al 50%  e nel 2019 dal 25% al 50%,  con la possibilità di rendicontare anche l’acquisto di materie prime afferenti al progetto in essere.

Credito d’imposta Ricerca & Sviluppo, Innovazione e Design (2020-2022)

Dal 2020, fino al 2022, il credito d’imposta Ricerca & Sviluppo Innovazione e Design (legge 160 del 2019) va a modificare la precedente disciplina. La legge di bilancio del 2020 ha modificato radicalmente la disciplina agevolativa di R&S introducendo un sistema strutturato in 5 tipologie di investimento ben distinte:

  • attività di ricerca e sviluppo: le attività che prevedono un progresso o un avanzamento delle conoscenze o delle capacità generali in un campo scientifico o tecnologico e non il semplice progresso o avanzamento delle conoscenze già in essere in una singola impresa. Nel 2020 il credito è previsto al 12%, mentre nel 2021 e 2022 al 20%.
  • attività di innovazione tecnologica: le attività rivolte alla realizzazione di prodotti o processi nuovi o significativamente migliorati, relativamente a quelli già in essere dall’impresa. Nel 2020 il credito è previsto al 6%, mentre nel 2021 e 2022 al 10%.
  • attività di innovazione tecnologica e digitale: le attività nell’ambito di progetti relativi ai processi di trasformazione digitale nelle aziende attraverso l’interconnessione dei fattori, interni ed esterni dell’impresa. Nel 2020 il credito è previsto al 10%, mentre nel 2021 e 2022 al 15%.
  • attività di innovazione tecnologica e transizione ecologica: le attività di trasformazione dei processi aziendali secondi i principi dell’economia green. Nel 2020 il credito è previsto al 10%, mentre nel 2021 e 2022 al 15%.
  • attività di design e ideazione estetica: le attività finalizzate ad innovare i prodotti dell’impresa relativi alla forma o altri elementi funzionali. Nel 2020 il credito è previsto al 6%, mentre nel 2021 e 2022 al 10%.

N.B. il D.L. 34/2020 dispone un potenziamento del credito d’imposta per le attività di RICERCA E SVILUPPO effettuate dalle imprese operanti nelle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, fino al 45%

Le spese devono essere sostenute negli esercizi 2020/2021/2022. Si considerano ammissibili al credito d’imposta le seguenti voci di costo.

Ricerca e sviluppo:

  • Spese personale
  • Quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice, altre spese relative a beni materiali mobili e software usati nei progetti specifici
  • Contratti extra muros con università, istituti di ricerca e start up innovative aventi sede in Italia
  • Contratti extra muros con soggetti infragruppo
  • Quote di ammortamento di privative industriali
  • Servizi di consulenza ed equivalenti inerenti alle attività R&S
  • Materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti R&S

Innovazione tecnologica, digitale e transizione ecologica:

  • Spese personale
  • Quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice, altre spese relative a beni materiali mobili e software usati nei progetti specifici
  • Contratti con soggetti infragruppo
  • Servizi di consulenza ed equivalenti inerenti alle attività R&S
  • Materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti R&S

Design e ideazione estetica:

  • Spese personale
  • Quote di ammortamento, canoni di locazione finanziaria o di locazione semplice, altre spese relative a beni materiali mobili e software usati nei progetti specifici
  • Contratti con soggetti infragruppo
  • Servizi di consulenza ed equivalenti inerenti alle attività R&S
  • Materiali, forniture e altri prodotti analoghi impiegati nei progetti R&S

La novità più rilevante tra i due strumenti agevolativi è rappresentata dal nuovo metodo di calcolo “volumetrico” del beneficio spettante, che sostituisce il precedente metodo “incrementale”. Infatti quest’ultimo, previsto sino al 2019, andava a vantaggio delle imprese con volumi di investimento maggiori e a discapito di chi investiva meno o in maniera lineare.

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