Credito d’imposta industria 5.0: digital, green e formazione

industria 5.0L'evoluzione dall'Industria 4.0 all'Industria 5.0 è il risultato di una serie di sviluppi tecnologici, economici e sociali che hanno continuato a modellare il panorama industriale:

  1. L'Industria 4.0 ha introdotto l'automazione avanzata, l'Internet delle cose (IoT), l'intelligenza artificiale (IA) e l'analisi dei dati nelle operazioni industriali. Queste tecnologie hanno permesso un maggiore controllo e ottimizzazione dei processi di produzione, avanzamento che sta investendo pian piano tanti settori diversi, e non accenna a fermarsi.
  2. Nonostante l'automazione e la digitalizzazione, ci sono alcune attività che richiedono ancora il coinvolgimento umano, come la creatività, la risoluzione dei problemi complessi e l'interazione sociale. L'Industria 5.0 cerca di integrare queste capacità umane con le tecnologie digitali.
  3. La robotica collaborativa, o cobotica, ha reso possibile la cooperazione sicura e diretta tra robot e operatori umani nello stesso ambiente di lavoro. Questo ha aperto la strada a nuove forme di collaborazione e interazione tra persone e macchine.
  4. Con l'evoluzione delle preferenze dei consumatori e la crescente domanda di prodotti personalizzati, le aziende devono essere in grado di adattarsi rapidamente alle mutevoli esigenze del mercato. L'Industria 5.0 mira a fornire un ambiente produttivo più flessibile e personalizzabile.
  5. L'attenzione crescente verso la sostenibilità ambientale ha spinto le aziende a cercare modi per ridurre gli sprechi e l'impatto ambientale delle loro operazioni. L'Industria 5.0 può integrare soluzioni sostenibili nei processi produttivi, ad esempio ottimizzando l'uso delle risorse e riducendo gli scarti.

Il piano Transizione 5.0 è contenuto nel decreto legge Pnrr pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.52 del 2 marzo 2024, ma nonostante la grande attesa da parte delle imprese che attendono agevolazioni per procedere con i propri investimenti, diventerà operativo solo dopo l’emanazione dei decreti attuativi.

Si tratta di un pacchetto di misure destinate alle imprese e finalizzate ad incentivare l’efficientamento dei loro processi produttivi, riducendo i consumi energetici ed orientando le stesse verso la sostenibilità e lo sviluppo green, concetti fino ad ora rimasti spesso sulla carta.

Per le aziende è ormai decisivo ripensare i processi produttivi in chiave green, non solo per la questione ambientale, ma anche per ridurre i costi e soddisfare le aspettative dei consumatori.

La pressione per ridurre l'impatto ambientale delle attività industriali è sempre più forte: le normative ambientali in molte parti del mondo stanno diventando sempre più stringenti, attraverso regolamenti sempre più rigorosi sulle emissioni, sullo smaltimento dei rifiuti e sull'uso delle risorse naturali. Adattare i processi produttivi alle normative ambientali vigenti è dunque essenziale per evitare sanzioni e proteggere la brand reputation, elemento che potrebbe a sua volta minare l’esistenza stessa sul mercato.

L’obiettivo delle misure dunque, è di supportare le imprese che abbracciano l’innovazione e adottano soluzioni tecnologiche all’avanguardia, anche digitali, per incrementare l’efficienza energetica e promuovere l’autoconsumo e l'autoproduzione di energia rinnovabile.

 

Chi potrà accedere

L’incentivo potrà essere richiesto da qualsiasi impresa con sede in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalle dimensioni e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Spese ammissibili

Le spese ammissibili all’agevolazione dovranno essere sostenute tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025, e potranno includere:

  • acquisto o leasing di beni strumentali materiali (macchine utensili, robot, magazzini automatizzati) o immateriali 4.0 mirati a potenziare l’efficienza energetica, indicati nella legge di bilancio 2017;
  • acquisto di beni necessari per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti rinnovabili (ad esclusione delle biomasse);
  • spese dedicate alla formazione del personale per lo sviluppo di competenze relative ai temi della transizione verde (non finanziabile da sola).

Gli investimenti devono obbligatoriamente garantire un risparmio energetico minimo del 3% se rapportato all’intera struttura produttiva, o del 5% se rapportato ad un determinato processo produttivo interessato dall’investimento.

Sarà dunque necessario certificare il progetto sia “ex ante”, per attestarne la conformità ai criteri minimi di riduzione del consumo di energia, sia “ex post” per verificarne l'effettivo risparmio energetico.

L’investimento massimo ammissibile è pari ad € 50.000.000,00.

 

Le aliquote

Le aliquote a cui le imprese possono accedere saranno determinate dalla classe di efficienza energetica raggiunta con l’investimento, fino ad un massimo del 45% (63% per determinati investimenti sui moduli fotovoltaici):

  • Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro:

Classe I: 35%

Classe II: 40%

Classe III: 45%

  • Per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro:

Classe I: 15%

Classe II: 20%

Classe III: 25%

  • Per investimenti tra 10 e 50 milioni di euro:

Classe I: 5%

Classe II: 10%

Classe III: 15%

 

Moduli fotovoltaici ammessi

Focalizzandoci sul fotovoltaico, è bene specificare che gli unici moduli ammissibili saranno quelli previsti dall’articolo 12 del D.L. 181/2023, ossia: prodotti negli Stati membri dell’Unione Europea con un’efficienza per modulo almeno pari al 21,5%, se dotati di celle, con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%, se composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem, con un’efficienza di cella almeno pari al 24%.

 

La formazione

Per la formazione l’aliquota prevista è del 10% su un investimento massimo di 300 mila euro. I corsi dovranno essere erogati da soggetti esterni, pertanto non sarà più possibile gestirla internamente come per il credito d’imposta Formazione 4.0.

Nelle spese ammissibili a favore dello sviluppo delle competenze interne, troviamo:

  • Le spese di docenza;
  • I costi di viaggi, materiali didattici, attrezzature, etc;
  • I costi dei servizi di consulenza connessi alla progettazione dell’intervento formativo;
  • I costi del personale impiegato nella formazione e le spese indirette (amministrative, locazioni, etc.).

 

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