Generative AI: limiti e prospettive

immagine articolo 4La Generative AI è una delle applicazioni in rapida evoluzione nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale, che sta trasformando il modo in cui le macchine possono creare e apprendere. Se ne parla sempre in misura maggiore, poiché ogni giorno si aprono nuovi scenari di applicazione e di futuro sviluppo del suo utilizzo.

Essa infatti consente di produrre dati sintetici (deepfake) in grado di emulare in maniera estremamente credibile contenuti originali e inesistenti: basti pensare alla foto del Papa in piumino o alla consolle, per averne un immediato esempio.

Se da un lato la creazione di nuovi contenuti tramite l’analisi immediata di una mole spropositata di dati, può costituire un grande supporto all’attività lavorativa, soprattutto nell’industria multimediale, nella sanità, nell’arte, nel design e nella produzione di nuovi prodotti, dall’altro si solleva il timore della difficoltà di distinguere realtà e finzione.

Il caso più eclatante è stato quello dell’artista tedesco Boris Eldagsen, che ha presentato un’immagine creata con intelligenza artificiale al Sony World Photography Awards, vincendo la gara. A seguito della vittoria, l’artista ha svelato l’origine dell’immagine, rifiutando il premio e sollevando il dubbio sull’autenticità del proprio lavoro, così come sulla necessità di assumere nuovi accorgimenti per la validazione di opere prodotte con l’ausilio dell’AI.

Sotto il cappello della Generative AI rientra una grande varietà di tecnologie, che consentono a un sistema di apprendimento automatico, opportunamente allenato, di creare contenuti di varia natura, partendo da un semplice input testuale.

Nello specifico è necessario che qualcuno formuli una richiesta scritta all’AI (prompt) che può essere più o meno specifico e definito: l’AI ricerca quelle informazioni associandole a dei contenuti già esistenti e imparando a comprendere ciò che le stiamo chiedendo, per poi assemblare dati e informazioni al fine di generare un contenuto inesistente. Senza dubbio, è questo l’aspetto più innovativo: la sua capacità di creare un numero infinito di risposte, partendo dallo stesso prompt.

Proprio come farebbe una persona qualunque, con il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze, l’AI analizza sulla base della richiesta, tutti i dati digitali a propria disposizione, per usarli poi come fonte di ispirazione.

Come ha sottolineato il Wall Street Journal, le startup che sviluppano applicazioni aziendali basate su software di intelligenza artificiale stanno catturando l’attenzione dei leader della tecnologia mondiale e dei grandi investitori. Questo avviene perché le applicazioni future di questo genere di soluzioni potranno permettere un grosso scatto in avanti per moltissimi business, e per scoperte di rilevanza mondiale.

Tra le ultime applicazioni infatti, l’AI sta investendo anche il campo farmaceutico, supportando i ricercatori nell’abbattimento di tempi e costi di sperimentazione.

Il marketing però, ancora una volta, è la cassa di risonanza più potente: la startup Jasper (Texas) ha sviluppato una piattaforma di Generative AI progettata per creare automaticamente blog, post promozionali e testi di digital comunication. Nel giro di poco più di un anno dalla propria nscita ha annunciato un round di raccolta capitali da 125 milioni di dollari, che ha portato la valutazione della società al di sopra del miliardo di dollari.

Tra GPT e DALL-E, la possibilità di utilizzare queste tecnologie di avanguardia in formula open-source cambierà per sempre il mercato, continuando a spingere l'automazione all'interno dei processi aziendali. Costruire sistemi di Ai di questo tipo infatti è ormai assolutamente fattibile, oltre che facile e veloce.

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