L'Aerospazio traina la crescita pugliese

AerospazioTra il 20 e il 22 marzo si è tenuta la seconda edizione del Mediterranean Aerospace Matching, manifestazione di respiro internazionale in cui si sono alternati conferenze e panel tematici, sessioni di incontri business-to-business, “careers event” settoriali e confronti, sul mondo dell’aerospazio.

Un evento importante per Taranto, ma in generale per tutta la Regione e il meridione, capace di convogliare l’interesse di grandi realtà aziendali, e di porre i riflettori tanto sull’Hydrogen Valley tarantina, quanto sugli obiettivi ambiziosi e auspicati di decarbonizzazione dell’ex Ilva.

La fiera aurospaziale riunisce operatori da tutto il mondo intorno alle tecnologie di ultima generazione di vari comparti. Uno dei maggiori investimenti recenti della Regione Puglia è proprio quello che ha inaugurato lo spazioporto di Grottaglie. L’aerospazio è una tra le principali forze trainanti dell’innovazione e della crescita economica nel nostro paese, pertanto Grottaglie ad oggi costituisce un’infrastruttura strategica e una risorsa di eccellenza al servizio dello sviluppo del comparto industriale, aeronautico e aerospaziale.

La Puglia, infatti, è oggi una delle cinque regioni italiane in cui maggiore è la presenza di attività industriali aerospaziali e di insediamenti produttivi, ed è l’unica regione italiana nel cui territorio sono presenti contemporaneamente aziende con prodotti diversificati che costituiscono l’intera filiera, dalla produzione di componentistica a quella dei software aerospaziali. Il settore dell’aerospazio in Puglia è rappresentato da organizzazioni pubbliche e private, “oltre 1,5 miliardi di fatturato, 7.500 addetti di cui più di 400 i ricercatori ed un valore export, prima della pandemia, di 739 milioni di euro, con un’incidenza sul risultato dell’export nazionale dell’11,9%”, ha spiegato l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia Alessandro Delli Noci.

Il mercato aerospaziale è largamente dominato dagli Stati Uniti, i cui 89,1 miliardi di dollari di export rappresentano il 39,8% del totale. Al di qua dell'Atlantico, la Francia è in testa (31 miliardi, ovvero il 13,8% del mercato), seguita da Germania e Regno Unito. Nel 2021 il nostro paese ha esportato prodotti legati all'aerospazio per 5,2 miliardi, occupando così una fetta di mercato pari al 2,3%, ma soprattutto con una crescita del 26,2% rispetto all'anno precedente.

Secondo l'Osservatorio iCribis, il 7,8% delle aziende che operano nella space economy è registrata come startup innovativa. Il 2022, però, ha registrato un rallentamento di questo trend: ad incidere, l'instabilità geopolitica, la crisi dei mercati finanziari e la frenata delle operazioni di Special purpose acquisition company, regolate a febbraio dello scorso anno. A rendere più rosea la prospettiva, tuttavia, si prevede lo stanziamento più alto di sempre per il settore della space economy (14,8 miliardi di euro), nel bilancio della Commissione Europea per il periodo 2021-2027. Per rafforzare ulteriormente il settore, la Regione Puglia, con Puglia Sviluppo, sta pensando a forme di agevolazione mirate espressamente all’aerospazio come i minibond (o basket bond) per tutta la filiera.

Nonostante le premesse e la rapida ascesa del settore, però, anche per queste imprese, permane la difficoltà nel reclutamento. Dallo studio realizzato dal Distretto Tecnologico Aerospaziale (DTA) insieme alla società di consulenza Arthur D. Little, emerge un disallineamento tra le esigenze delle imprese, e la formazione offerta dal sistema universitario. Oltre a questo GAP, occorre inoltre riconoscere che il numero dei laureati in materie STEM (Scienze, Tecnologie, Ingegneria e Matematica) resta ancora basso in Puglia e nel Mezzogiorno.

Proprio il DTA, sin dalla sua nascita ha cercato di individuare talenti o competenze da utilizzare nel settore, puntando sul coinvolgimento di tutti i gradi dell’istruzione: dalle scuole primarie alle medie, fino al sistema universitario (sono soci del DTA le università di Bari e Lecce e il Politecnico di Bari). Questo processo ha permesso a tanti talenti pugliesi di evitare la fuga all’estero, o in qualche caso ha permesso il ritorno al proprio paese d’origine. Si pensi che per il solo programma Leonardo, destinato alla realizzazione delle fusoliere dei Boeing 787 nel sito di Grottaglie, il DTA ha attivato attività formative per 264 nuovi assunti.

I modelli vincenti dunque, risultano ancora una volta quelli che vedono tra i divulgatori del sapere, i protagonisti dei processi di innovazione.

Il settore aerospaziale è estremamente complesso, pertanto richiede una vasta gamma di competenze specializzate. Ciò definisce la necessità di colmare diversi GAP formativi, che potrebbero riguardare a titolo esemplificativo:

  • Competenze tecniche avanzate che riguardano processi in continuo mutamento grazie alla loro innovazione costante, e che presuppongono una forte tensione all’apprendimento continuo;
  • Abilità di progettazione e simulazione che a loro volta richiedono abilità nell'uso di software di modellazione o simulazione avanzata;
  • Gestione del ciclo di vita del prodotto quindi conoscenza approfondita dei processi di sviluppo, produzione, certificazione e manutenzione degli stessi;
  • Ma anche Competenze interdisciplinari per saper operare interconnessioni strategiche tra conoscenze e processi.

La space economy avrà sempre più importanza, poiché riguarda tutte le manifatture e i servizi. Proprio per questo, è indispensabile far conoscere questo settore ai giovani, in modo da alimentare un circolo virtuoso capace da un lato di aprire nuovi segmenti di mercato, opportunità di occupazione, e alimentare la competitività del nostro Paese; dall’altro di mutare meccanismi ormai obsoleti, incentivando l’aumento delle donne che studiano materie STEM, impiegate in settori in rapida crescita, e co-costruendo percorsi di formazione altamente qualificanti, attraverso la collaborazione tra aziende, istituzioni e poli di innovazione.

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