Nuove prospettive aperte dalla manifattura additiva

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Grazie alla produzione di materiali sempre più resistenti e sicuri, la manifattura additiva ha beneficiato di un grosso booster diffondendosi sempre più in fretta e in settori diversi.

Utilizzata soprattutto nei settori automotive, biomedicale, aerospace, conta molteplici player in Italia: Prima Additive, Roboze, Sisma, 3NTR, BeamIT, Abb, Tenova, Streparava, Camozzi, AdditiveItalia, Eos, GeAvio, Marposs, Omera, Renishaw.

Qual è il valore strategico della Manifattura Additiva (AM)?

Ci sono settori industriali che hanno necessità di realizzare pezzi o componenti complessi e caratterizzati da geometrie non convenzionali: l’AM interviene attraverso il principio del “Complexity for Free”, ossia riducendo tempi e costi di produzione, riducendo al contempo la necessità di adattamento dell’area produttiva.

Utilizzare la manifattura additiva per realizzare componenti soddisfatti dalla produzione convenzionale, comporta però un grosso errore. Essa infatti, semplifica e catalizza la produzione, a patto che sia correttamente integrata nei processi esistenti.

Nel futuro quali saranno i settori maggiormente interessati dall’AM?

Di certo tutti quei settori industriali che fanno della complessità il loro punto di forza: l’aerospazio, il racing, il segmento premium dell’automobile, il biomedicale e la gioielleria. Con l’incremento di produttività dei sistemi di AM anche il settore dei beni strumentali potrebbe assumere un’importanza crescente.

L’AM dimostra una crescita significativa nonostante i cambiamenti geo-politici in atto e i loro impatti sulle economie mondiali?

Il settore dell’AM già nel 2021 ha riscontrato un fatturato superiore ai 15mila miliardi di dollari con una crescita di oltre il 20% rispetto all’anno precedente, nonostante i vari arresti di cui la produzione globale ha risentito a causa del COVID-19.

Per la prima volta il numero di parti definitive realizzate in AM ha superato il numero di prototipi ed è un chiaro segnale della crescita dell’applicazione nella produzione definitiva di questa tecnologia. Il mercato gode ottima salute e le previsioni per il 2023 vanno nella stessa direzione, nonostante il conflitto russo-ucraino e gli assetti economici mondiali in continua evoluzione.

Quando si parla di AM, ci si riferisce sempre ad un insieme di tecnologie, ma quale è destinata a conquistare il mercato e perché?

Senza dubbio le tecniche di AM consolidate per la produzione di componenti in materiale metallico e polimerico sono tra le più numerose. Si può escludere però che esista una tecnica capace di superare di gran lunga le altre, poichè i settori di applicazione sono molto diversi. Occorre però che individuato il corretto campo di impiego e la giusta tecnica, sia svolta l’opportuna formazione del personale. Solo incrociando necessità aziendali, personale formato e macchinari dalle tecnologie avanzate, si possono ottenere risultati efficienti.

Quale posizione occupa l’Italia nell’AM?

L’Italia con i suoi 9 produttori di sistemi di AM è il secondo mercato Europeo dopo la Germania in termini di fatturato.

Da sempre il nostro paese è stato all’avanguardia nell’attività di ricerca, il Politecnico di Torino con il suo Centro Interdipartimentale di Additive Manufacturing (IAM@PoliTo) è l’ateneo di riferimento sia nazionale che internazionale.

I produttori nazionali, Prima Additive, Roboze, Sisma e 3NTR per citare i principali, sono estremamente dinamici sul mercato così come gli utilizzatori e le società di servizio. Tra queste una citazione merita BeamIT che con le oltre 50 macchine è il service per i metalli di maggiori dimensioni presente in Europa.

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